12/03/2018

Ipo, nel 2017 è stato boom Raccolti 19 miliardi di euro

fonte ItaliaOggi Sette

Nel 2017 la Borsa italiana è stata la seconda in Europa per raccolta di capitali. Circa 19 miliardi di euro sono stati raccolti in 39 distinte operazioni, di cui 32 offerte pubbliche iniziali (ipo).

Soddisfatti gli avvocati d’affari, advisor di gran parte delle operazioni: un incremento nel numero dei soggetti quotati, secondo i grandi studi, non solo rende più vivace il mercato borsistico italiana, ma è anche tbriero di maggiore trasparenza, professionalizzazione dei soggetti che gestiscono le imprese, e porta a una razionalizzazione dei processi imprenditoriali ed industriali.

Secondo Roberto Sparano, partner di Quorum Studio Legale e Tributario Associato, «la crescita del numero di ipo in Italia nel 2017 non è un fatto casuale, ma la naturale conseguenza della combinazione di una serie di fattori, non ultimo lo sforzo profuso dalla Borsa italiana in questi ultimi anni di creare una «cultura» della quotazione. Le modifiche normative, la contrazione del credito bancario e la riduzione dei costi di quotazione, hanno sicuramente influito nella decisione di molti imprenditori di perseguire la strada della quotazione, ma l’elemento determinante è stato a mio avviso l’opera di divulgazione, un esempio il programma Elite, della Borsa che ha agevolato il diffondersi delle informazioni creando interesse negli imprenditori e. soprattutto, ha attenuato o del tutto fugato, i classici dubbi e le paure che spesso hanno frenato le società italiane dal fare il passo della quotazione in borsa». «E un momento molto interessante per il mercato dei capitali italiani e c’è molta attesa per quello che accadrà nel mondo delle ipo nel 2018.’, dice Pietro Fioruzzi, partner dello studio legale Cleary Gottlieb Steen & Hamilton LLP, «attivo nell’assistenza a emittenti italiani fin dalla quotazione sul Nyse della Fiat alla fine degli anni 80. Molti fattori alimentano questo interesse. Il governo e il parlamento hanno creato le condizioni per un effettivo indirizzo di porzioni significative dell’enorme stock di risparmio privato a servizio del capitale di rischio dell’impresa. Borsa italiana, in coordinamento con le autorità di mercato, ha compiuto un lungo lavoro di semina sul tessuto imprenditoriale italiano con iniziative innovative (come il progetto Elite) che incominciano a dare frutti in modo regolare. Inoltre, la ripresa economica e la vitalità del nostro paese hanno ricominciato ad attirare in modo costante investitori esteri strategici e finanziari. Da ultimo, i mercati azionari in tutto il mondo hanno vissuto un rally molto robusto di cui ha beneficiato più che proporzionalmente l’Italia, trainata dai fattori appena richiamati».

«Un risultato estremamente brillante», commenta Riccardo Bianchini Riccardi, partner di Eversheds Sutherland, «che qualifica Borsa italiana quale primaria borsa europea. Tali quotazioni hanno riguardato tutte le fasce del mercato. A partire dalle 11 operazioni sul mercato primario -in primis Pirelli, poi Banco Bpm, Unicuro, Avio, Banca Farmafactoring ecc.. Inoltre, ben 18 società e 8 Spac sono state ammesse all’Aim, con una raccolta totale di 1,3 miliardi di euro e 24 Ipo’s. Ritengo che tale considerevole successo, difficilmente prevedibile all’inizio del 2017, sia frutto dell’accorta politica intentata da tempo da Borsa italiana, tesa a favorire l’accesso ai mercati di capitale delle piccole e medie aziende italiane. Tale politica è stata trainata dal progetto Elite, società di proprietà di Borsa italiana che ha raccolto il favore di oltre 600 aziende in Italia e in Europa. Tali aziende, aderendo all’iniziativa, i ntraprenderan¦ t Roberto Sparano Arriva il bonus fiscale per i legai advisor Volàno fiscale per le nuove ipo, in arrivo.

 

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