30/06/2017

L’Osservatorio sulle PMI innovative

L’Università di Pisa, nell’ambito del Dipartimento di Economia e Management, con il supporto di Bernoni Grant Thornton, ha istituito un “Osservatorio sulle PMI innnovative” volto a esaminare le caratteristiche delle PMI innovative, definite ai sensi dell’art. 4 del Decreto Legge 24 gennaio 2015 n.3, (c.d. «Investment compact») convertito con modificazioni dalla Legge 33 del 24/03/15.

L’Osservatorio è coordinato dal prof. Marco Allegrini (Ordinario di Economia Aziendale) ed è attualmente composto dal prof. Giulio Greco (Associato di Economia Aziendale) e dalla dott.ssa Velia Cenciarelli (dottorando di ricerca in Economia Aziendale), con la collaborazione esterna del dott. Santi Longo e del gruppo di lavoro di Bernoni Grant Thornton.

L’Osservatorio sulle PMI innovative si propone di analizzare i seguenti aspetti:

  1. analisi delle caratteristiche demografiche delle PMI innovative (natura giuridica, settore di attività, localizzazione);
  2. analisi delle caratteristiche di governance delle PMI innovative (assetti proprietari, organi di amministrazione, revisione legale dei conti);
  3. analisi delle caratteristiche strategiche, organizzative e gestionali delle PMI innovative (grado di internazionalizzazione, innovazione, sostenibilità, utilizzo di contributi sull’innovazione);
  4. performance economico-finanziarie.

 

I risultati della ricerca saranno periodicamente pubblicati sulla pagina Internet dell’Osservatorio, nonché saranno presentati in workshop e convegni. La prima occasione sarà rappresentata dalla giornata di premiazione del premio “Open Innovative PMI Cup” prevista per il prossimo 16 novembre.

 

Alcune caratteristiche delle PMI innovative

Una prima analisi, relativa all’elenco di PMI innovative pubblicato dal Ministero dello Sviluppo Economico (in seguito “MISE”) in data 19 giugno 2017, che vede la presenza di n. 556 aziende, evidenzia che:

  • le PMI innovative presentano solitamente la forma giuridica di società a responsabilità limitata (444 unità, pari al 79,9% della popolazione esaminata). In diversi casi viene adottata la forma giuridica di società per azioni (105 unità, pari al 18,9% della popolazione). Rari sono i casi di società consortili e di società cooperative.

Con riferimento alle società a responsabilità limitata, si è rilevato che in 27 casi su 444 si è in presenza di S.r.l. con un unico socio e che in 3 unità è stata adottata la S.r.l. “semplificata”.

Dei 105 casi di società per azioni, 5 unità hanno un socio unico.

I risultati che vedono la netta prevalenza delle società a responsabilità limitata sono da considerare coerenti e compatibili con la dimensione delle aziende, aspetto in seguito analizzato;

  • l’analisi dei settori di attività evidenzia la netta prevalenza del settore dei servizi, seguito dall’industria/artigianato. Sono rarissimi i casi di aziende qualificate come PMI innovative appartenenti ai settori del turismo e dell’agricoltura o pesca.

Sulla base dei codici Ateco 2007 nell’elenco fornito dal MISE sono riportate anche le descrizioni più specifiche dell’attività svolta dalle PMI innovative, che sono state rielaborate. Si è quindi riscontrata la particolare diffusione delle seguenti attività: produzione di software, consulenza informatica (153 casi), ricerca scientifica e sviluppo (69 casi), fabbricazione di computer (46 casi), fabbricazione di macchinari e attrezzature (30 casi);

  • la dimensione delle PMI innovative è misurata nel database fornito dal MISE dai seguenti parametri: valore della produzione, numero di addetti, valore del capitale.

L’analisi dei dati sul valore della produzione evidenzia una concentrazione nella fascia 100.001 – 500.0000 euro. Da notare che non sono presenti unità con un valore della produzione superiore a 50.000.000, il che d’altra parte è compatibile con la qualifica di “PMI”.

L’analisi sul numero di addetti evidenzia che più della metà delle PMI innovative hanno meno di 10 addetti e che meno del 9% delle unità presenta più di 50 addetti.

Dal punto di vista della dotazione di capitale si rileva che meno del 10% della popolazione di PMI innovative ha un capitale superiore a 1 milione di euro e che oltre il 64% delle unità presenta un capitale inferiore a 100 mila euro.

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