05/02/2018

Il precariato è in rimonta "Investire in innovazione per tornare al lavoro stabile"

fonte Repubblica Affari e Finanza – di Raffaele Ricciardi

“La rivoluzione delle competenze dettate dall’economia digitale marcia a velocità mai vista. Bisogna lavorare tutti assieme per ridurre il tempo necessario a far acquisire alle persone le conoscenze” dice Stefano Scabbio di Manpower.

Un cambio di passo per far sì che i recenti recuperi occupazionali di cui l’Italia è stata protagonista non si rovescino in contraccolpi. A sentire gli addetti ai lavori, la ricetta è una: investire in innovazione e formazione per rendere sostenibile la crescita.

Che già pecca di alcune fragilità. Come hanno descritto i dati ufficiali, con la fine dei noti sgravi all’assunzione stabile – introdotti nel 2015 in forma piena e poi calati – il boom di contratti a tempo indeterminato è stato sostituito dalla rimonta dei precari. Nei primi undici mesi del 2017, ha detto l’ultimo Osservatorio Inps, il saldo tra assunzioni e cessazioni è stato positivo per oltre 800mila unità. Ma se si guarda ai soli contratti stabili ci sono state più chiusure che aperture di rapporti, per un bilancio negativo di 21 mila unità.
«La rivoluzione delle competenze dettata dall’economia digitale marcia a velocità mai vista. Bisognerebbe lavorare tutti assieme, governi, imprese e professionisti per ridurre il tempo necessario a far acquisire alle persone le competenze necessarie, o per aggiornarle»: così Stefano Scabbio, presidente dell’area Mediterraneo, Europa del Nord e dell’Est di Manpower, leader nel campo delle risorse umane, ha fotografato l’attuale momento. Manpower traccia le prospettive di assunzione e per questo primo scorcio di 2018 ha pronosticato un ritmo lento. L’ultimo sondaggio – aggiornato al quarto trimestre del 2017 – rileva che solo il 6% dei datori di lavoro italiani prevede un aumento del personale, il 7% stima una riduzione e l’84% una linea piatta. Uno stallo, mentre altre aree del mondo (dagli Usa al Giappone) procedono a passo spedito.

Anche l’ultima edizione dell’International Business Report di Grant Thornton ha tracciato per le imprese italiane una fase interlocutoria. Il problema è che anche le assunzioni in programma rischiano di rivelarsi una risposta di breve respiro di fronte alla crescita economica che caratterizza la congiuntura. Alessandro Dragonetti, co-Managing Partner di Bernoni Grant Thornton, member firm italiana del network, ha ricordato che «per molte imprese il modo più facile di far fronte a livelli di domanda crescenti è assumere personale. Tuttavia puntare sulla forza lavoro è una soluzione temporanea». Quindi l’ammonimento: «Man mano che i livelli di disoccupazione calano, diventerà sempre più difficile avere la quantità e qualità di personale necessario per mantenere e aumentare la produttività».

Leggi l’articolo completo

Per maggiori informazioni contattare il dott. Alessandro Dragonetti

Articoli Correlati