30/09/2017

E quanto potenziale inespresso hanno le pmi innovative tricolore

fonte Milano Finanza di Andrea Boeris

Da anni ormai si parla di startup innpvative, di come nascono e si sviluppano. Va meno di moda invece parlare di pmi innovative, ovvero di quelle piccole o medie imprese che, pur avendo superato in senso anagrafico o dimensionale lo stadio di startup, continuano a caratterizzarsi per una chiara natura innovativa. In pochi sanno che in Italia esiste una normativa precisa volta a determinare quali siano le startup e quali le pmi innovative e che a questa seconda tipologia di imprese il legislatore ha esteso molti dei vantaggi normativi e fiscali già spettanti alle startup innovative. C’è un vero e proprio registro delle pmi innovative, a cui nel giugno 2016 erano iscritte 204 aziende, mentre oggi sono 640. “Il problema è che queste 640 sono solo una parte delle pmi innovative italiane; molte non sono registrate, pur avendone i requisiti, perchè non sono al corrente di questa possibilità”, dice Alessandro Dragonetti di Bernoni Grant Thornton, studio contabile e di advisoring e promotore del progetto Open Innovative PMI. “L’obiettivo del nostro progetto è indagare il segmento delle pmi innovative ma anche fare divulgazione sulle potenzialità che il settore può avere”, prosegue Dragonetti.

Anche in merito ai requisiti “abbordabili” necessari per essere riconosciuta come pmi innovative, come ad esempio avere almeno il 3% dei costi o del valore della produzione focalizzato su attività di ricerca e sviluppo o una forza lavoro formata da una percentuale minima di dottori di ricerca e ricercatori o laureati magistrali. Il progetto Open Innovative PMI è multidisciplinare: un sito di inofrmazione e un osservatorio sul settore, ma anche un premio riservato alle aziende che sanno crescere e rinnovarsi.

Leggi l’articolo completo per saperne di più.

 

 

Articoli Correlati