04/08/2017

I requisiti alternativi per l'iscrizione al Registro: le spese in Ricerca, Sviluppo e Innovazione

I requisiti alternativi per l’iscrizione al Registro: le spese in Ricerca, Sviluppo e Innovazione.

di Alessandro Scutti

Quello relativo alle spese in ricerca, sviluppo e innovazione è uno dei requisiti “alternativi” necessari per poter avere la qualifica di PMI innovativa. In particolare, l’art. 4, del Decreto Legge 24 gennaio 2015, n. 3, (c.d. “Investment Compact”) indica, tra i requisiti che l’azienda deve possedere in numero di almeno 2 su 3, quello del “volume di spesa in ricerca, sviluppo e innovazione in misura uguale o superiore al 3 per cento della maggiore entità fra costo e valore totale della produzione”.

“Dal computo per le spese in ricerca, sviluppo e innovazione – prosegue il testo del decreto – sono escluse le spese per l’acquisto e per la locazione di beni immobili; nel computo sono incluse le spese per acquisto di tecnologie ad alto contenuto innovativo. Ai fini del presente decreto, in aggiunta a quanto previsto dai principi contabili, sono altresì da annoverarsi tra le spese in ricerca, sviluppo e innovazione:

  • le spese relative allo sviluppo precompetitivo e competitivo, quali sperimentazione, prototipazione e sviluppo del piano industriale;
  • le spese relative ai servizi di incubazione forniti da incubatori certificati come definiti dall’articolo 25, comma 5, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221;
  • i costi lordi di personale interno e consulenti esterni impiegati nelle attività di ricerca, sviluppo e innovazione, inclusi soci ed amministratori;
  • le spese legali per la registrazione e protezione di proprietà intellettuale, termini e licenze d’uso”.

Infine: “Le spese risultano dall’ultimo bilancio approvato e sono descritte in nota integrativa”.

 

Il valore di riferimento

Per la verifica del requisito occorre individuare il valore rispetto al quale confrontare il volume di spesa in ricerca, sviluppo e innovazione; occorre pertanto individuare, preliminarmente, il maggiore tra due valori cui corrispondono altrettante voci del conto economico di cui all’art. 2425 cc:

  • il costo della produzione – totale della voce B del conto economico;
  • il valore della produzione – totale della voce A del conto economico;

e rispetto ad esso calcolare il 3% indicato.

Il volume di spesa

Per identificare le spese in attività di ricerca, sviluppo e innovazione, e quantificarne il volume, è opportuno, come indicato nel testo del decreto, far riferimento ai contenuti dei principi contabili (in particolare il principio contabile OIC 24 sulle Immobilizzazioni immateriali) ed, in aggiunta, alle ulteriori tipologie di spese indicate nel decreto; dal tenore letterale della norma sembra dedursi che ogni tipologia di spesa rientrante nel concetto di ricerca, sviluppo e innovazione, ad eccezione di quelle riferite ai beni immobili, sia da considerare rilevante ai fini dell’individuazione del volume di spesa.

A tal proposito un parere del  Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) – protocollo n. 155175 del 03.09.2015 – richiamando l’art. 1, del D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, in cui al fine di liberalizzare le attività economiche e ridurre gli oneri amministrativi sulle imprese, al comma 2 è statuito che “i divieti, restrizioni, oneri o condizioni all’accesso ed all’esercizio delle attività economiche sono in ogni caso interpretate ed applicate in senso tassativo, restrittivo e ragionevolmente proporzionato alle perseguite finalità di interesse pubblico generale”, ritiene la disciplina limitativa da riferirsi esclusivamente alla spese immobiliari.

Indicazione in bilancio

Le spese in attività di ricerca, sviluppo e innovazione, devono risultare dall’ultimo bilancio di esercizio della società, che è certificato, e sono descritte in nota integrativa.

L’impresa potrebbe non disporre di una nota integrativa in quanto rientrante nella categoria delle c.d. “micro-imprese”, esonerate dalla sua redazione ai sensi del D. Lgs. 139/2015. A tal proposito è intervenuto un parere – protocollo n. 50195, del 14.02.2017 – nel quale il MISE, rendendo superato il precedente parere 3611851 del 17.11.2016, ha evidenziato che le PMI innovative che presentano le caratteristiche delle micro-imprese, qualora intendano vantare il requisito della ricerca e sviluppo potranno presentare il bilancio con le modalità semplificate previste per le micro-imprese, e pertanto potranno riportare le informazioni richieste all’articolo. 4, comma 1, lett. E) 1), del D.L. 3/2015, in calce allo stato patrimoniale.

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